Da MIT ad AGPL: perché abbiamo cambiato licenza
Blocks Beyond The Stars è open source, e lo è fin dall'inizio. Ma con quale licenza, quello lo abbiamo cambiato in modo sostanziale lungo il cammino: dalla permissiva licenza MIT alla AGPL-3.0. Ecco il perché.
Cosa avrebbe significato MIT: con MIT chiunque può prendere il nostro codice, modificarlo e rivenderlo come prodotto chiuso, senza restituire nulla. Per le librerie spesso è proprio giusto. Per un gioco completo con i server, ci sembrava sbagliato: qualcuno avrebbe potuto prendere il nostro lavoro, costruirci sopra un servizio server commerciale e tenersi i miglioramenti per sé.
Cosa significa AGPL: in sostanza, la AGPL-3.0 dice: prendi tutto, cambia tutto, ma se lo distribuisci o lo fai girare come servizio online, anche le tue modifiche devono essere aperte. Quel «o lo fai girare come servizio online» è la differenza cruciale rispetto alla GPL normale e si adatta perfettamente a un gioco multiplayer. Chiunque gestisca un server con il nostro codice restituisce qualcosa alla community. Self-hosting per amici e famiglia? Esplicitamente benvenuto: c'è perfino una guida.
E i contributori? Con il cambio di licenza è arrivato un Contributor License Agreement (CLA), gestito in automatico alla prima pull request. Sembra burocratico, ma protegge entrambe le parti: stabilisce senza ambiguità a quali condizioni i contributi confluiscono nel progetto.
Il passaggio è costato due giorni di lavoro: testi di licenza, intestazioni, bot del CLA, documentazione. E ha dato al progetto una base su cui si può dire agli sconosciuti a cuor leggero: partecipa, resta aperto.
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