Come «Minecraft nello spazio» è diventato un vero gioco padre-figlio
Tutto è nato da un'idea semplice a tavola. Mio figlio Justus, 10 anni, aveva una visione molto precisa del suo gioco dei sogni: «Minecraft, ma nello spazio. Con astronavi costruite da noi, pianeti generati proceduralmente e basi da costruire.»
Da professionista dell'informatica trovavo l'idea fantastica, ma sapevo anche che, oltre al mio lavoro a tempo pieno, non avrei mai avuto il tempo di scrivere alla sera migliaia di righe di codice per un motore di gioco.
La soluzione? Portiamo l'intelligenza artificiale nel team.
Fin dal primo giorno abbiamo impostato il progetto in modo piuttosto insolito: Justus è il game designer e il product manager con la grande visione. Io sono il «direttore tecnico» che stabilisce le linee guida dell'architettura. Lasciamo che IA come Claude, ChatGPT ed ElevenLabs si occupino del lavoro vero e faticoso (codice C#, modelli 3D, effetti sonori).
La cosa più emozionante della nostra vita quotidiana nello «studio di sviluppo» è il processo creativo. La testa di Justus è piena di idee fantastiche, ma quando costruisci un gioco servono regole precise.
Se vuole una nuova funzione, per esempio un nuovo motore a curvatura per le astronavi, ci sediamo insieme e la progettiamo come si deve. Quanto deve essere veloce la nave? Quali risorse servono per la ricetta di crafting? Cosa succede se la schianti contro un asteroide?
È divertentissimo vederlo trasformare i suoi sogni a occhi aperti in meccaniche di gioco concrete e alberi logici, che poi diamo in pasto all'IA come prompt. E quando, cinque minuti dopo, la funzione che aveva immaginato funziona davvero nel gioco, la gioia è immensa.
Nelle ultime settimane, uno schizzo abbozzato al tavolo da pranzo si è trasformato in una vera beta giocabile. In questo devlog vi porteremo regolarmente con noi in questo viaggio e vi mostreremo cosa succede dietro le quinte.
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